

La finestra di reporting è stata dominata da due importanti sviluppi della politica statunitense: una significativa espansione della pressione economica sull’Iran e una nuova escalation nella disputa commerciale con il Canada. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha descritto una nuova offensiva sanzionatoria contro i collegamenti finanziari dell’Iran come un’"offensiva economica," mentre il Presidente Donald Trump ha annunciato che i dazi su un’ampia gamma di importazioni canadesi di prodotti automobilistici e acciaio saliranno al 50% dall’inizio del 2027.
Questi sviluppi sono stati accompagnati da un’ampia copertura cross-market incentrata su sicurezza energetica, applicazione delle sanzioni e coordinamento delle politiche. Diversi report si sono concentrati sulle implicazioni di misure più severe contro l’Iran per i flussi petroliferi attraverso il Golfo e sul rinnovato aumento della domanda di beni rifugio sull’oro. Parallelamente, la copertura macro statunitense ha evidenziato l’attività di buyback del Tesoro e la crescente attenzione verso la strategia di comunicazione del Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh in vista di Jackson Hole.
Nell’area Asia-Pacifico, i verbali della riunione di luglio della Reserve Bank of Australia hanno mostrato che il consiglio restava pronto a un ulteriore inasprimento della politica monetaria qualora emergessero rischi al rialzo. Ciò ha aggiunto un importante sviluppo di banca centrale a un periodo di reporting altrimenti plasmato principalmente da geopolitica, politica commerciale e coordinamento fiscale-monetario degli Stati Uniti.
Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti stavano lanciando un’"offensiva economica" contro le connessioni finanziarie dell’Iran nel mondo. Secondo i report forniti, l’amministrazione sta ampliando la portata delle sanzioni secondarie che possono essere imposte a entità e Paesi che mantengono legami commerciali con l’Iran, con Bessent che ha inoltre descritto un approccio di applicazione a "perdite zero". La copertura nel periodo ha riferito che le misure sono state presentate come parte di una campagna intensificata di isolamento economico volta a limitare i legami commerciali di Teheran e ad aumentare la pressione sul conflitto, in corso da quasi sei mesi, che interessa il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che, a partire dal 1° gennaio 2027, gli Stati Uniti aumenteranno i dazi al 50% su tutte le auto, i camion, i componenti automobilistici e l’acciaio importati dal Canada. La copertura correlata nella finestra di reporting ha riferito che i negoziati commerciali tra Washington e Ottawa erano già falliti e che il Primo Ministro canadese Mark Carney aveva promesso ritorsioni "dollaro per dollaro" a partire dall’8 settembre. Gli articoli forniti hanno descritto la mossa come una forte escalation nello scontro commerciale tra i due Paesi.
La Reserve Bank of Australia ha pubblicato martedì i verbali della riunione di luglio sulla politica monetaria, e il messaggio chiave del report fornito è stato che il consiglio restava pronto ad aumentare i tassi qualora si materializzassero rischi al rialzo. L’articolo ha presentato i verbali come una chiara dichiarazione del fatto che i responsabili politici erano ancora pronti a un ulteriore inasprimento se le condizioni in arrivo lo avessero giustificato.
Due report forniti hanno evidenziato la crescente attenzione sul Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh in vista del simposio di Jackson Hole della Fed di Kansas City, in programma dal 27 al 29 agosto. Un articolo ha affermato che il rifiuto di Warsh della forward guidance ha amplificato la volatilità di mercato e creato una sfida comunicativa su come la Fed intenda ancorare le aspettative e definire il confine tra le azioni della Fed e quelle del Tesoro. Un altro ha affermato che i mercati si concentreranno anche sulla pubblicazione di mercoledì dell’Indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti, ma ha descritto il discorso di Warsh a Jackson Hole di venerdì alle 10:00 ET come l’evento di politica economica centrale della settimana.
Un report della finestra ha affermato che il Tesoro statunitense disponeva di circa 950 miliardi di dollari per contribuire a contenere i rendimenti a lunga scadenza e ha osservato che lo stesso dipartimento si stava anche preparando ad annunciare sanzioni volte a irrigidire il punto di strozzatura petrolifero collegato a rendimenti più elevati. La copertura correlata ha fatto riferimento anche ai buyback del Tesoro e alla volatilità del tratto lungo del mercato obbligazionario come parte del più ampio contesto macro statunitense. Il materiale fornito ha presentato ciò come un esempio dell’interazione tra operazioni fiscali, condizioni del mercato obbligazionario e azioni di politica geopolitica.
Diversi report nel periodo hanno affermato che i mercati petroliferi erano focalizzati su sanzioni statunitensi più severe contro l’Iran e sul rischio che le misure potessero influire sulle esportazioni iraniane e sui più ampi flussi energetici del Golfo. La copertura fornita ha riferito che Washington stava preparando o attuando sanzioni più severe contro i partner commerciali dell’Iran, mentre l’Iran aveva avvertito che nessun petrolio sarebbe fluito dal Golfo se la "guerra economica" fosse continuata. Gli articoli hanno fatto riferimento anche allo Stretto di Hormuz e alla possibilità che un’applicazione più rigorosa potesse influire sulle condizioni di offerta regionali, con un report che osservava come il WTI si mantenesse sopra 84,50 dollari dopo le perdite precedenti e un altro che indicava il Brent vicino a 93 USD al barile dopo prese di profitto.
Un report sul mercato dell’oro nella finestra di reporting ha affermato che il metallo prezioso è salito a un massimo di tre mesi di 4.681 dollari mentre il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent annunciava sanzioni contro entità legate all’Iran. L’articolo fornito ha affermato che l’annuncio delle sanzioni ha coinciso con un rinnovato aumento della domanda di beni rifugio, osservando anche che gli investitori erano in attesa di un discorso del nuovo Presidente della Fed Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole di venerdì.
Il periodo di reporting è stato guidato da un’offensiva sanzionatoria statunitense più severa contro l’Iran e da una forte escalation della politica commerciale tra Stati Uniti e Canada, con entrambi gli sviluppi portatori di un’ampia rilevanza geopolitica ed economica. L’attenzione sulle banche centrali si è concentrata sulla disponibilità della RBA a inasprire la politica se necessario e sulle imminenti comunicazioni del Presidente della Fed Kevin Warsh, mentre la copertura delle materie prime si è focalizzata sui rischi per l’offerta petrolifera e sul contesto di bene rifugio dell’oro.